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lunedì, 26 febbraio 2007

UNA MATTINATA COME LE ALTRE

Mi alzo verso le 7, dopo essermi svegliato con un fortissimo mal di schiena a causa di una ventata di aria fredda presa durante l'intera nottata (almeno credo)....,vedendo le coperte sistemate per terra, come se il letto fosse il pavimento .Litigo 10 minuti con mio fratello (omone grosso)  per riuscire ad entrare nel bagno, quando all'improvviso, durante la fase di ripulitura, mi si spegne improvvisamente la luce.  AZZ! Chiedo a mio fratello: ma che cosa succede? Mi risponde: COGLIONE è solo la lampadina fulminata. Vabbè, non demordo e mi continuo a lavare senza vedere nulla....poi mi faccio la barba squartandomi tutta la faccia con la lametta e velocemente mi precipito verso la mi camera, mi infilo i vestiti che mi capitano sotto gli occhi e ricorro verso la cucina per prepararmi un pò di latte....apro il frigo, ma niente! Intanto vedo mi fratello bersi l' ultimo bicchiere di latte rimasto dall' ultima vacca sopravvissuta nella faccia del pianeta.PORCA VACCA!!! Anzi PORCO MIO FRATELLO!

Comunque non demordo e mi faccio un po di TE.Apro nuovamente il pensile e scopro che neanche i biscotti c'erano...mi giro verso mio fratello, seduto con quel bicchierozzo di latte e lo vedo sorriente (quasi in segno di sfida) mentre ingurgita l'ultimo biscotto che mi poteva risollevare l'animo. Allora comincio ad innervosirmi. Mi bevo il TE velocemente (che non sapeva di nulla) e mi avvio con la macchina verso il lavoro. Dopo 45 minuti di traffico (sofferenza), arrivo a destinazione, vado verso la mia fonte di luce (l'armadietto del reparto) e frugo dentro il bordello, cercando il pacco di kinder tenuto come emergenza in caso di cali momentanei....LO TROVO!!! Ma come non poteva la sfiga prendere il sopravvento su un'esistinza cosi misera, ma non per questo fastidiosa verso la società. Il pacco, così desiderato, si rivela essere quello che è sempre stato, un inutile e malinconico pacco. A questo punto sconfitto nell'orgoglio da un destino cosi crudele, guardo il mio stomaco sofferente, che neanche in lui si sente in minimo rumore di lamento, visto che aveva ingoiato persino le lacrime del cuore per sopravvivere a questa situazione così amara.Nel mio sdrammatizzare, comincio a lavorare, pensando: Il pranzo è vicino(ore 08:30).

 


postato da: kalosso alle ore 16:27 | link | commenti (4)
categorie: una mattinata come le altre
sabato, 24 febbraio 2007

un unovo blog

Stappiamo una bottiglia

Ci sono tante cose da dire,avendo la consapevolezza

di essere un'erbetta in un ampio campo,in pianura e tempestato da insetti che:

non avendo nulla da fare si appoggiano sulla mia testa bagniata dalla brina maledetta del mattino.

Ci saranno giorni migliori,intanto m'invecchio,appassito da un sole cocente che tarda ad alzarsi ma riesce a manifestarsi nella sua piena forza.


postato da: kalosso alle ore 18:07 | link | commenti (2)
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